martedì 20 dicembre 2016

Recensione: Il sentiero del bosco incantato di Rosamund Hodge



Autore - Rosamund Hodge
Serie - Cruel Beauty Universe #2  
Editore - Newton Compton      
Pagine - 448
Prezzo - 4,99 € ebook -  9,90 € cartaceo

All’età di quindici anni, Rachelle era la migliore allieva di sua zia: aveva appreso le arti magiche e proteggeva il villaggio dalla magia nera. Ma la sua natura impavida la portò ad abbandonare il sentiero sicuro e a inoltrarsi nel bosco, per poter liberare una volta per tutte il suo mondo dalla minaccia dell’oscurità eterna. L’incontro proibito non diede i risultati sperati, e Rachelle fu costretta a fare una scelta terribile che la legò a quello stesso Male che aveva sperato di sconfiggere. Tre anni più tardi, Rachelle ha messo la sua vita al servizio del Regno, combattendo creature mortali nel vano tentativo di espiare la propria colpa. Quando il re le ordina di proteggere il figlio Armand, l’uomo che lei odia con tutta l’anima, Rachelle riesce a farsi aiutare proprio da lui a trovare la spada leggendaria che potrebbe salvarli. Insieme, i due compiranno un viaggio pericoloso attraverso l’opulenza e le insidie delle élite di corte, dove non possono fidarsi di nessuno. Inaspettatamente alleati, Rachelle e Armand scopriranno l’esistenza di pericolosi, giganteschi complotti e magia occulta… e un amore che potrebbe essere la loro rovina. All’interno di un palazzo maestoso costruito su ricchezze incredibili e segreti pericolosi, riuscirà Rachelle a fermare l’arrivo di una notte senza fine?

Sarò diretta, qui di Cappuccetto Rosso le uniche tracce palesi sono all'inizio e alla fine per il resto la storia è stata elaborata in modo tale da essere tutt'altro.
Rachelle ha lo spirito dell'eroina, infatti rischia fidandosi di un figlio della foresta dal quale verrà marchiata e legata a sé, nonostante ciò scoprirà proprio da quest'ultimo come sconfiggere il ritorno del Divoratore. Precisiamo i figli della foresta sono coloro che bramano il ritorno del loro signore, il divoratore appunto, i vincolati sono  coloro su cui lasciano un marchio e che devono scegliere se unirsi alla loro causa o lasciarsi morire. Ricordate la trasformazione dei Salvatore in The Vampire Diaries? Tre giorni a disposizione, uccidere o morire. 
Cosa che nella trama non viene resa nota è la presenza di un triangolo amoroso che va sviluppandosi. Il triangolo comprende Rachelle, Armand ed Erec. Armand ha il ruolo del "Santo", di colui che è stato risparmiato dal marchio, poiché non ha messo fine alla sua vita quando ha scelto di non uccidere. Erec, invece, è colui che allenerà la nostra cara protagonista e le coprirà le spalle ma entrambi i ragazzi nascondono molto di più di quello che rivelano. 
 Il ritmo della storia è abbastanza lento sopratutto dopo le prime pagine. Si rivela pesante ma quando si arriva al nucleo centrale si comincia a ragionare per arrivare poi ad un finale, ahimè, un po' frettoloso, il quale non mi ha convinta al cento per cento nonostante il materiale a disposizione fosse più che ragionevole. Insomma le ultime righe sarebbero potute essere giocate meglio.
Non mancano i riferimenti sanguinolenti, non eccessivi, sopratutto quando si racconta la storia dei primi che hanno affrontato il Divoratore i quali sembravano rappresentare la storia di Hansel e Gretel con una casa che invece di essere di marzapane e dolciumi era rivestita di ossa e intrinseca di sangue.
A livello di fantasia come avrete capito ci siamo ma i contorni troppo lunghi non mi piacciono. Di un bel po' di pagine si sarebbe potuto fare a meno.



Grazie mille alla Newton per la copia omaggio!



3 commenti:

  1. Mmmm "Bellezza crudele" mi era piaciuto molto; questo è nella wl e ancora non ho avuto tempo per leggerlo, ma credo che sarà meno interessante da come hai scritto!

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  2. E' un pò come bellezza crudele. Cioè bello ma in alcuni momenti ridondante e troppo prolisso. Alcune pagine le avrei eliminate volentieri

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  3. Devo dire che la Hodge pecca anche in descrizioni. Troppo poche e insoddisfacenti :( le storie sono molto belle e hanno potenziale ma è come sono strutturate a non emozionarmi tanto.

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