martedì 14 giugno 2016

Recensione: Shatter me di Tahereh Mafi


Autore - Tahereh Mafi
Serie - Shatter me #1
Editore - Rizzoli
Uscita - 9 Giugno 2016 
Dettagli - Cartonato con sovraccoperta 13,5 x 21 cm
Pagine - 400
Prezzo - 9,99 € ebook - 16,00 € cartaceo

264 giorni chiusa in una cella, senza contatti con il mondo, perchéŽ Juliette ha un potere terribile: se tocca una persona può ucciderla. A tenerla prigioniera è la Restaurazione, un gruppo militare che intende usarla come arma. Scappare è impensabile, finché nella cella di Juliette entra Adam, un soldato semplice che scopre di essere immune al suo tocco. Il loro incontro è la scintilla che accende una speranza, la chiave che potrebbe aprire mille porte.
Perché la vita li chiama, oltre i muri della prigione.


GIUDIZIO PERSONALE:

Avevo sentito molto parlare di questo libro, già, tempo fa alla prima uscita. Devo ammettere che mi ha subito conquistata ma se per metà libro sembrava mantenere un filo "logico" per l'altra metà i risvolti ricordavano I fantastici quattro. Potrebbe essere solo una prima impressione sbagliata, in quanto il libro non termina qui ed il cammino si presenta ancora molto lungo. Sono diversi i libri che compongono la serie.
Come molte prima di me, non saprei dirvi da quale parte stare nel triangolo che va a crearsi. Sicuramente il personaggio di Adam sembra essere stupendo e lo è, ma allo stesso modo qualcosa della perversa mente di Warner, il cattivo della storia, attira come una calamita, avvolge d'interesse il proprio personaggio rendendolo una sorta di dannato alla Damon Salvatore. Ora non ci resta che scoprire cosa ne uscirà dalla collisione. Se, però, le prospettive sono le stesse, le pedine della scacchiera restano ancora tutte da giocare. Adam è sicuramente più vicino ed idealizzabile col fratello buono: Stefan Salvatore ma a sua volta per quanto perfetto, potrebbe anch'egli avere un destino differente.
 Forse avrei dovuto parlarvi prima di Juliette, in quanto la protagonista, ma lo faccio ora. Si potrebbe dire che è ancora in evoluzione, si parte da un muro e si arriva ad un modo, da una prigione ad una possibilità di sentirsi libera ed essere se stessa.
Le descrizioni mediante l'uso di paragoni delle emozioni e dei sentimenti provati, apparentemente elementari, donano a livello del contesto un qualcosa in più, che riusce ad intervalli a rapirti prima di riportarti con i piedi per terra.
 La cosa che essenzialmente mi ha delusa credo sia l'aver aggiunto troppi personaggi con personalità non da poco, come ad esempio Kenji. I personaggi secondari in quanto tali è giusto restino al loro posto. Il triangolo è già di per sé una figura complicata. Come ho detto, io stessa non saprei per chi tifare ma alla fine si tratta di una scelta che non compete il nostro intervento, non ci resta che sperare in un esito non deludente.


Grazie mille alla Rizzoli per la copia omaggio!

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