domenica 15 marzo 2015

Recensione - Nel Profondo di Giuliana Ricci


Autore -  Giuliana Ricci
Editore - Dunwich Edizioni
Uscita - 5 Gennaio 2015
Prezzo - 0,99 € ebook 

Quali leggende o ignote realtà nasconde la profondità dell’oceano? I ruderi di una civiltà perduta, il canto di un’eterea creatura o forse solamente un miraggio?
Ario è un esploratore e un esperto di immersioni subacquee. Conosce bene il fascino e la pericolosità dei fondali ma neanche immagina quale abisso di segreti possa celare. Alcune foto lo hanno incuriosito. Ritraggono strutture di roccia tagliate con precisione e figure geometriche simili a costruzioni templari. Potrebbero essere formazioni naturali, i risultati di un’abile manipolazione grafica oppure i resti di una città sottomarina. Lui è intenzionato a svelare il mistero. Diverrà prigioniero di un richiamo irresistibile e testimone di un antico destino che lo porterà sulle tracce di un mondo sommerso.
 
 
GIUDIZIO PERSONALE:
 
Chissà da quanto non leggevo un romanzo che trattava di queste misteriose creature marine? Direi da tanto facendomi qualche calcolo. Le sirene sono un mito che mi ha sempre affascinato e che leggo sempre con piacere. Tuttavia in questo racconto c'è stato anche lo stile della Ricci e dei riferimenti alla leggenda di Ulisse ha farmele apprezzare ancora di più. 
E' stato come leggere una fiaba. In poche pagine l'autrice mi ha fatto sognare e con le sue descrizioni dettagliate sembrava di stare insieme al protagonista alla scoperta dei profondi abissi. 
 

 Era una giovane sirena, chiara come la luna e bella come un paesaggio selvaggio. Lunghi capelli biondi le incorniciavano il viso e scendevano morbidi avvolgendo il corpo fino ai fianchi ricoperti di squame iridescenti. C’era nostalgia nei suoi occhi, lo sguardo era invaso da riflessi cupi e lontani.
«Sei vera?» fu l’unica domanda che si presentò alla mente di Ario.
«Sì.»
Una figura umana solo per metà. Anche se aveva dato una risposta affermativa, non poteva essere altro che una visione.
«Sono reale quanto te», affermò l’essere come se avesse letto i suoi pensieri.
Ario portò avanti una mano per toccarla ma le sue dita incontrarono solo l’inconsistenza dell’acqua.
«Tu non puoi comprendere. La tua razza è ancora così cieca», esclamò la sirena.
«Chi sei?» chiese allora il sommozzatore.
«Jamila.»
«Sei un essere sacro? Una dea?»
«No. Sono una creatura antica, nata nei cieli quando la Terra era ancora giovane, millenni prima dell’umanità. Possedevo ali con cui solcavo la distesa azzurra ed ero padrona dell’aria, compagna del sole e della luna. Insieme alle altre sirene, abitavo isole incontaminate e proibite, sparse per tutti i mari. Mi libravo sulle onde in cerca di viaggiatori deceduti e per loro aprivo le porte degli Inferi. Con il mio canto consolavo le anime dei defunti e le accompagnavo nell’Ade.»
«Il vostro è un richiamo mortale», asserì Ario.
«Purtroppo le nostre isole erano luoghi mortiferi per gli uomini», ammise Jamila. «La nostra voce aveva il potere di incantare i marinai che si avvicinavano troppo, di attrarli, di farli sbarcare conducendoli a un esito letale. Ogni giorno le spiagge erano disseminate di cadaveri e maleodoranti per i corpi in putrefazione ma non possiamo essere ritenute colpevoli per ciò che la natura aveva fatto di noi. Ci prendevamo cura delle loro anime. E poi un trapasso non sempre significa morte… anche se non si può tornare più indietro.»
 I fondali marini sono pieni di misteri, che sia un relitto di una nave, oggetti antichi... ma Ario trova qualcosa di meglio e più surreale. Jamila, una sirena destinata a vivere negli abissi bui per aver fallito un compito secoli or sono. Per una appassionata di mitologia greca come me, è stato bellissimo leggere anche solo poche righe su Ulisse. L'autrice ci sa davvero fare con le parole, con grande maestria ci ha fatto immergere in un mondo mistico denso di emozioni. L'unico piccolo difetto che ho trovato è stata la brevicità del racconto. Avrei preferito che approfondisse di più il tutto perchè il finale mi ha lasciato un pò con l'amaro in bocca. Perciò spero che magari possa un giorno scrivere un romanzo o anche un racconto più lungo sulle sirene ma anche su altri argomenti.


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