mercoledì 8 febbraio 2012

Recensione - Luna d'ottobre di Karen Robards


Will Lyman è un agente dell'FBI. Freddo ed imperturbabile, elegante e distaccato, riesce a mantenere in ogni occasione lucidità e sangue freddo, così come riesce a non perdere mai lo stile e la classe che lo rendono assolutamente diverso dai ricchi allevatori di quella maledetta campagna del Kentucky in cui si svolge la dannata indagine che gli hanno affibbiato.

Molly Ballard lavora in una prestigiosa scuderia. Irruente e ribelle, giovane e passionale, nasconde dietro un atteggiamento spavaldo il gran cuore che la spinge a condurre un'esistenza dura e faticosa pur di non affidare alle pubbliche istituzioni i quattro fratelli più piccoli ed un cane un pò idiota.

Non nasconde altrettanto bene, però, l'irritazione che prova al dover collaborare con l'insopportabile damerino giunto da Chicago per scoprire chissà che giro di corse truccate.

Ma, volente o nolente, la sua impulsività l'ha ficcata un'altra volta nei pasticci, non lasciandole altra scelta che accettare che l'uomo dell'FBI piombi nella vita della sua famiglia, sconvolgendola.

Eppure, quella seccante presenza finirà per rivelarsi una vera fortuna, quando la follia di una mente malata irromperà brutalmente nel loro mondo, minacciando di devastarlo...


GIUDIZIO PERSONALE:

Mi piace ognitanto leggere un rosa crime e adesso vi do la mia opinione su un romanzo Mondolibri del 2000: Luna d'ottobre. Un romanzo contemporaneo ambientato nella campagna del Kentucky dove succedono delitti raccapriccianti. Tocca a Will Lyman, il rigido agente dell'FBI, trovare il pazzo colpevole che minaccia la tranquillità di quel posto. Non sarà solo. Molly Ballard sarà sua complice e lo aiuterà in cambio di denaro. Lei ha avuto una vita difficile insieme ai suoi 4 fratelli minori e da quando la loro madre è morta, Molly è rimasta l'unica a prendersi cura di loro. La ragazza è addirittura bellissima, la più bella e corteggiata del paese, a cui però non interessano i legami. A paura di amare e di soffrire. Ormai non crede più che il lieto fine esista nella realtà. Ma durante le indagini, Will e Molly proveranno un irresistibile passione che alla fine li porterà inevitabilmente all'amore. Sullo sfondo di assassinii e indagini, loro due cercano di resistersi. Lui, appena finita l'indagine, se ne ritornerà a Chicago e Molly sa che non lo rivedrà più. Sarà così? No, perchè una mente malata è ancora in circolazione mettendo in mezzo la sorellina di Molly. E stavolta i due amanti si ritroveranno più uniti che mai risolvendo l'ultimo delitto nel Kentucky.
La Robards ha fatto un ottimo lavoro. Questo libro è una lettura scorrevole ed emozionante che ti coinvolgerà. Consigliato per chi piace il mistero mescolato con una storia d'amore^^



Non mi sono divulgata tanto nel riassumere il libro. I rosa crime sono belli proprio perchè c'è mistero e thriller. Meglio non svelare troppo, no? XD Eccovi comunque due citazioni per godervi un pezzetto di Luna d'Ottobre ;)

La reincarnazione di Rossella O'Hara!, pensò Will scendendo dalla macchina, dando una pacca sulla testa a Pork Chop e cogliendo con lo sguardo la scenetta sotto il portico. C'erano cinque - no, sei - uomini, due sui gradini, due sul dondolo e due in piedi, tutti a fissare rapiti la bella bimba dal sorriso accattivante. La sua bella bimba.
Andò verso il portico e il sorriso di Molly si puntò su di lui, che sollevò teso le labbra.
Se intendi conquistare la più bella del paese, si disse, non devi meravigliarti di incontrare una certa competizione. È una questione di territorio.


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«Non sono mai andata in giro armata di bastone.» Il prosciutto era delizioso, ma salato, e Molly sorseggiò il suo tè freddo. Naturalmente Will beveva latte, con la bistecca. Molly aveva la sensazione che lui avrebbe preferito di gran lunga un ristorante italiano.
«Così te li lasci ronzare intorno, eh? Come oggi. Credo sia la prima volta che mi capita di andare a prendere una ragazza e trovare una fila di sei persone davanti a me.»
Molly inghiottì una forchettata di squisiti piselli al prosciutto e mandorle e lo fissò sgranando gli occhi.
«Sei geloso», constatò.
Will smise di tagliare la bistecca e incontrò il suo sguardo. Per un attimo la fissò sorpreso, poi sorrise. «Hai ragione.»
«Mi piace.»
«A me no.»
«Per tua informazione, l'unico di quei tizi con cui sono mai uscita è Jimmy Miller.»
«Quello del succhiotto», commentò caustico lui, facendola scoppiare a ridere.
«La colpa è soltanto tua.»
«Di che?»
«Del succhiotto», bisbigliò lei, a un tratto conscia degli altri clienti.
«E colpa mia se ti sei lasciata fare un succhiotto?» Will non aveva abbassato la voce e Molly lanciò un'occhiata intorno, ma a quanto pareva nessuno badava a loro.
«Ssh!», intimò.
«Com'è questa storia?»
«Fingevo che fossi tu.»
«Cosa?»
«Mi hai sentita.»
«Cristo.» Will respirò a fondo. «Hai finito?»
«Veramente no.» Molly lanciò un'occhiata al suo piatto, ancora pieno a metà.
«Ti porterò di nuovo a cena più tardi.» Will si alzò, facendo un cenno al cameriere. Molly ingoiò rapida un altro boccone di prosciutto e un sorso di tè, mentre Will pagava il conto.

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