lunedì 9 maggio 2011

I always think you

"I always think you" è una fanfiction che stiamo scrivendo io e la mia tesora Domy per il giornalino del portfolio. E' ispirata al nostro GDR, in particolare dalla coppia Nicco x Roxen *_* Spero che ci seguirete^^ A voi e buona lettura!


CAPITOLO 1

Pov Roxen

Eccoci arrivati all’accademia Lumines! Finalmente sono arrivata nella mia nuova scuola e tra poco ci sarà la presentazione dei nuovi studenti in aula magna con il preside.
Ah! Scusatemi, non mi sono presentata. Mi chiamo Roxen Celestis, ho 16 anni e vengo dall’America. Già, quel grande continente dove molti vengono per cercare fortuna. Sono nata a Miami come mio padre mentre mia madre a Tokyo in Giappone. Strana la vita di come due persone distanti un mondo si fossero incontrati e innamorati.
Fisicamente ho capelli neri tendenti al viola e grandi occhi castani dorati. I miei colori preferiti sono il blu e il viola e adoro leggere e scrivere. Scrivere soprattutto poiché il mio sogno è quello di diventare una brava scrittrice. Cosa che rende molto contento mio padre e contraria mia madre.
Vi presento subito la mia famiglia. Mio padre si chiama Richard, è americano, è gestore di case editrici sparse per il mondo ed è biondo con occhi castani scuri. Mia madre, Sakuya, è giapponese, ha i capelli neri viola e occhi castani. Fa la ginecologa ed è famosa nel suo campo. Ho anche un fratello maggiore di 23 anni, Silvet, che è la copia di mia madre. Però di lui non posso parlare molto. Ordini di mio nonno. Takeshi Sakamoto. Un uomo burbero e severo ma dal cuore tenero ed è l’eterno rivale del mio papà. Infatti loro due si beccano sempre quando si vedono. Sono peggio di cane e gatto.
Camminai verso l’aula magna dove c’erano già un grande numero di studenti. Che sciocca! Mi scordo sempre che è una scuola prestigiosa e ben frequentata dai migliori esseri magici del mondo. E’ naturale che siano così tanti gli alunni. Non vedo l’ora di fare nuove amicizie!
La cerimonia di presentazione iniziò e mi incantai ad ammirare il luogo invece che ascoltare il solito e noioso annuncio del preside. Era tutto così elegante. Anche le precedenti scuole che ho frequentato erano belle ma mai come questa. Sentii il mio nome e risposi “presente” e dopo che il preside finì la lista dei nuovi studenti, ognuno poté andare nell’aula assegnata. A me è capitata la classe 1 A.
Andai direttamente in aula. Avrei preso dopo i miei bagagli che ho lasciato in segreteria insieme agli altri.
-Ehy Roxen, non correre! Siamo appena arrivati e già sei così emozionata per il nuovo anno scolastico?- mi disse una voce dietro di me.
Mi girai e vidi due delle persone più importanti della mia vita. Drake e Jack. Era stato Jack ha parlare prendendomi in giro mentre Drake ridacchiò.
-Dovreste conoscermi. A me piace venire a scuola e conoscere gente nuova- controbattei sorridendogli.
-Ah già! Mica per lo studio ma per le amicizie- disse Drake.
-Antipatici- gli feci la linguaccia. Sanno che non sopporto lo studio ma a parte ciò sono sempre stata tra le prime cinque dei migliori studenti.
Jack e Drake sono dei gemelli metà vampiri e metà umani. Li conosco fin da piccola e vi posso assicurare che si possono chiamare gemelli sono perché sono nati insieme. In realtà sono come il giorno e la notte. Jack ha occhi dorati, capelli verdi, è gentile e suona il piano mentre Drake è l’esatto opposto. Capelli castani, occhi azzurri, è un arrogante e suona la chitarra. Credo che più diversi di così, si muore.
Ops! Mi stavo dimenticando. Drake è il mio promesso sposo, colui che sposerò quando avrò compiuto la maggiore età. Per adesso, io lo considero solo un fratello ma chissà! Magari quando ci sposeremo, cambierà tutto tra noi.
Andiamo tutti e tre insieme fino alla nostra aula visto che eravamo nella stessa classe.
-Eccoci qua per un nuovo anno!- esclamai contenta entrando in aula, e mi sedetti in un banco a caso, tanto non ho mai avuto preferenze per ciò. Un posto vale l’altro. Invece i miei due “fratelloni” andarono a sedersi vicino a due ragazze.
Ora, poteva definirsi iniziato il mio nuovo anno alle superiori.

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Pov Nicco

Finalmente sono tornato all’accademia Lumines per frequentare il mio secondo anno qui.
Io sono Nicco Kon, ho 17 anni e vengo dalla famiglia più prestigiosa della Cina, e al contrario di quanto si possa pensare non vedevo l’ora di scappare da casa.
Sono il primo figlio e per di più il maschio, quindi non dovrei lamentarmi. Avrò la casa, il denaro, la notorietà…peccato che tutto questo non mi interessi. E vorrei farlo capire anche al mio severissimo papà, ma non riesco ad andargli contro, e per questo spesso mi sono chiesto se non fossi davvero un coniglio.
All’entrata i compagni che conoscono mi salutano, alcuni solo con gesti di mano, mentre altri più arditi mi danno pacche sulle spalle e mi assicurano che le ragazze del nuovo anno sono davvero sexy.
Non me ne può fregare di meno. Le ragazze invece cominciano a sistemarsi i capelli, ridacchiare e sbattere le ciglia civettuole al mio passaggio, ma chi mi conosce lo sa già…a me non interessa niente di nessuno.
Be, questa è l’idea che do a vedere. Ho capelli blu e occhi di una tonalità più scura, l’anno passato era al primo posto nella classifica degli studenti, e ai primi posti nella classifica delle ragazze “il più affascinante” o qualcosa del genere.
Quest’anno però non basterà rimanere al primo posto tra i migliori studenti, dovrò fare di più.
Quindi dovrò fare una gran fatica per conquistarmi qualche merito extra e tutto questo perché?. Semplicemente perché mio padre lo esige.
Lui adesso si trova nella residenza principale dei Kon in Cina.
È sempre stato un uomo troppo esigente con me, forse perché la sua fama è innegabile.
Per tutti gli uomini di affari più importanti lui e l’esimio Richard Kon, importante uomo d’affari e uomo di ferro, chiunque sa che se vuoi avere a che fare con lui devi essere tanto saldo da resistere alle sue insistenze psicologiche e intellettuali, se no non cè motivo di presentarsi davanti a lui.
Mio padre ha un grande rispetto per la condotta, forse anche troppa, e questo non solo al lavoro ma soprattutto in famiglia, mi chiedo come mia madre, la mia dolcissima mamma, abbia fatto ad innamorarsi di uno squalo simile.
Per tutti lei è l’adorata Charlotte, dai capelli viola scuro e lo sguardo sempre buono…niente a paragone con i capelli argentei e lo sguardo duro di suo marito.
E poi ci sono io, il futuro della famiglia, quello che per tutti è il ragazzo glaciale che pensa solo al suo futuro di capo famiglia.
Poso la valigia sul letto e penso che la disferò più tardi, in quel momento però mi viene in mente che non ho ancora visto in giro la mia sfaticatissima sorella.
A Sammy è stato dato il permesso di poter frequentare l’accademia finalmente, be a patto che io me ne prenda cura ovviamente.
Lei ha solo un anno meno di me, ha i capelli viola…viola scuro e viola chiaro. Chiunque direbbe che abbia fatto le mach ma sono davvero il suo colore (caratteristica particolare di famiglia quella dei capelli di colori strani) è davvero un gran tipo la mia sorellina. Si mette spesso nei guai, a volte anche involontariamente, è allegra e pimpante. La scuola e lo studio sono le cose che preferisce di meno, ma immagino che al primo posto delle cose che odia ci sia la disciplina.
Mi viene da ridere pensando a lei. Non è una cattiva ragazza, o lo vuol sembrare, semplicemente le piace andare contro nostro padre e questo le rende non pochi problemi.
Sbuffo, chissà che fine ha fatto, penso
-ehilà, sono appena arrivato e adesso vado a rimpinzarmi perché muoio di fame. Ti porto qualcosa?- mi chiede dalla porta il mio migliore amico.
Con Trein sono sempre me stesso, lui e come un fratello per me e spesso anche di più. Anche lui è al secondo anno e come sempre la prima cosa che fa è andare a mettere qualcosa sotto i denti…anche se dal suo aspetto non si direbbe proprio che sia un gran magione
-no grazie Trein, tu và e mi raccomando non tardare alla prima ora di lezione-
-non preoccuparti genio dei miei stivali, non tarderò- mi risponde andandosene
Appena qualche minuto dopo anche io esco dalla camera e mi dirigo nella mia classe. Molti degli studenti li conosco, altri sono nuovi. Ma c’era da aspettarselo che entrassero altri studenti anche al secondo anno, infondo questa è l’accademia di magia più prestigiosa che esista e molti entrano come nuovi alunni saltando qualche classe perché già parecchio preparato sull’argomento.
Mi siedo su un banco qualsiasi e noto che le ragazze cominciano già ad adocchiarmi, spero davvero che quest’anno mi stiano alla larga sapendo già con chi hanno a che fare, ma ho i miei dubbi, a volte le femmine non sanno davvero arrendersi.
Mi viene da sorridere, nonostante il mio pessimismo sono davvero felice di essere tornato.


CAPITOLO 2

Pov Roxen

Rimasi a guardare la finestra per quasi tutta l’ora di lezione. Al primo giorno, “lezione” è una parolona. Ci sono solo gli insegnanti che si presentano, ci spiegano il regolamento, com’è formata la scuola e poi ci danno il tempo per socializzare tra noi della classe. Niente spiegazioni complicate su materie noiose come la matematica. Si è capito che la detesto? Tutti quei numeri, operazioni e calcoli mi danno alla testa e non li sopporto. Lasciai perdere la finestra per poi spostare l’attenzione ai miei compagni di cui alcuni avevo già fatto amicizia. Vidi che anche i miei fratelloni vampiri avevano fatto amicizie, o meglio dire, conquiste. Jack si era preso il posto vicino ad una ragazza piuttosto carina dagli occhi rossi e capelli viola. Capelli viola? E’ strano vederli però mi sembra di averli già visti. Se non sbaglio ci dovrebbe essere una famiglia, non solo famosa per le sue capacità ma anche per le loro chiome dai colori unici e rari. Purtroppo però, non ricordo il nome.
Invece Drake sta flirtando con un'altra ragazza, l’ennesima vittima. Anche lei è molto bella e ha dei lunghi capelli castani lisci e due grandi occhi azzurri. Vi starete chiedendo, come mai non sono gelosa visto che sono la sua fidanzata? La risposta è semplice. Ci sono abituata al suo comportamento da donnaiolo e in più, non lo amo. Non ho ancora incontrato un ragazzo che mi faccia battere il cuore all’impazzata e mai lo incontrerò. Se dovesse succedere, sarebbe un disastro. Non posso rinunciare al mio matrimonio con Drake poiché sarebbe un problema per la mia famiglia.
Tutti intorno a me vociferavano contenti sulla festa in maschera che si sarebbe svolta stasera. Erano contenti e alcuni erano anche in crisi su cosa mettersi. Io sicuramente avrò un vestito adatto all’occasione.
Mia madre è molto previdente su queste cose. L’unico problema che ho è che non so ballare. Cioè, in realtà, sono capace di ballare fin da bambina ma ho sempre paura di torturare i piedi a qualcuno e questo mi fa sembrare più imbranata di quanto sia già. Per questo, evito il più possibile di accettare balli alle feste.
Comunque io per balli intendo quelli classici come il valzer e pure qualcuno popolare come la frullata italiana (anche se quest’ultimo genere di danza l’ho sempre fatto di nascosto per via della mia reputazione di signorina di buona famiglia). Niente musica house, tecno o altro visto che non ho vissuto come la maggior parte dei miei coetanei. Mai andata in una discoteca, mai fumato, mai bevuto, mai drogata, vergine e chi più ne ha più ne metta. Praticamente sono una così detta santarellina. Un nomignolo che mi hanno dato alcuni ragazzi che ho conosciuto nei ricevimenti. A me non importa cosa pensano gli altri perciò non mi offendo quasi mai.
Fu il suono della campanella a risvegliarmi dai miei pensieri e dopo un po’, mi alzai. Ora è arrivato il momento di sperimentare fino a quanto arriva la mia imbranataggine. Devo cercare la mia stanza e sono sicura che farò un sacco di gaffe prima di trovarla.
Passai mezz’ora, come previsto, a fare figuracce. Al primo tentativo, mi ritrovai nello spogliatoio femminile nella palestra, al secondo aprii una stanza dove un maniaco mi spaventò a morte (l’ho beccato proprio quando stava vedendo un film porno e poi mi si è avvicinato malizioso), poi altri tre tentativi che è meglio non raccontare. E’ proprio vero che non c’è limite alla sfortuna.
Finalmente trovai la stanza 5. La stanza che avrei condiviso con una coinquilina, sperando che sia simpatica.
Aprii la porta e mi innamorai subito del luogo. Era un po’ spoglio ma era comunque una camera spaziosa e carina. Aveva due armadi e due letti color panna come il resto del mobilio e le tende erano bianche con i bordi di merletti. Sicuramente con una bella sistemata sarebbe stata perfetta.
Sistemai le mie cose e poi tirai fuori il vestito che avrei messo quella sera. Ma ripensandoci, non so se sia il caso che partecipi se non ballerò. Non farei che annoiarmi come al solito anche se potrei chiacchierare con qualcuno per passare il tempo.
All’improvviso, mi accorsi di non essere sola. Doveva essere la mia compagna di stanza e così mi avvicinai a lei.
-Oh ciao! Io sono Roxen e tu?- mi presentai.
-Ciao Roxen!! io sono Sammy, piacere- disse porgendomi la mano che accettai volentieri. Già mi
piaceva questa ragazza. Se non sbaglio, era quella che stava parlando con Jack in classe.
-Anche a te piace questa stanza, vero? io credo che diverrà bellissima dopo che ci avremmo messo
il nostro tocco- continuò sorridendomi entusiasta.
-Non vedo l'ora! Sono sicura che la nostra convivenza sarà magnifica- dissi ricambiando l’entusiasmo.
-Si lo penso anche io!- mi rispose.
-Ehi! vedo che ti sei stabilita bene- la interruppe una voce maschile alquanto infastidita.
Mi girai verso la voce e mi trovai a guardare un ragazzo dai capelli e gli occhi azzurri.
Ma allora non sapevo che quel bellissimo ragazzo mi avrebbe sconvolto la vita.

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Pov Nicco

La lezione cominciò presto.
Stando già al secondo anno quasi tutti si conoscono, quindi non perdiamo che appena dieci minuti ogni nuova ora a presentarci con i nuovi insegnanti e procediamo cominciando a parlare di lezioni.
Io come sempre sono il primo a cominciare a prendere appunti sui nuovi programmi di studi. Devo essere molto attivo sia nelle interrogazioni che nelle spiegazioni, se no non sarebbe facile tenere la media del più bravo studente se cominciassi a perdere tempo, come gli altri, a parlare delle vacanze, delle nuove conquiste e di tutto quello che quei tre mesi erano trascorsi.
Ovviamente il programma scolastico di quest’anno era parecchio duro ma io dovevo farcela.
Passai il resto della lezione ad ascoltare l’insegnante, ma un orecchio spesso lo lasciavo ad ascoltare i bisbigli dei miei compagni, e da quello che sentii, molti dei ragazzi, fuori dalla scuola, dove pochi erano al centro della attenzione, erano corteggiati dalle ragazze.
Ascoltavo attentamente i loro discorsi su quanto erano stati fortunati ad avere l’attenzione di particolari ragazze, o quanto fosse stato bello andare a letto con qualcuna di loro… io non li capisco proprio.
Non mi vergogno di dire che a diciassette anni sono ancora vergine. La verità e che proprio non ho mai provato niente oltre il ribrezzo verso il sesso opposto, e se non fossi altrettanto indifferente agli uomini avrei pensato già da tempo che fossi gay. Non so se credere al vero amore, quello infinito e senza tempo, quello ,credo, che vedevo negli occhi dei miei genitori ogni volta che si guardavano, però spesso mi domandavo se ci volesse proprio la donna della mia vita per provare qualcosa che assomigliasse all’interesse per una ragazza, o almeno per l’eccitazione sessuale che potrebbe darmi un bel corpicino caldo e languido.
Non intendo dire che non mi sono mai eccitato, sarebbe come dire che sono strano per essere un diciassettenne, solo che mi succede solo quando vedo dei film porno (che per la verità non ne vedo tanti) e non quando vedo una bella ragazza in carne ed ossa. Nessuno, nonostante abbia parecchia esperienza, mi ha mai fatto venire voglia di baciarla e divorarla, quindi non mi sono mai trovato nel letto o tra le gambe di una donna.
Scossi la testa e ripresi a concentrarmi su quello che diceva il professore, non avevo nessuna voglia di farmi problemi per questo, quando l’avrei trovata la donna per me ci avrei pensato.
Finite le ore, in classe tutti erano già eccitati per la festa in maschera di quella sera.
L’anno prima era stata una festa clamorosa, mi ero parecchio divertito quindi non avevo nessuna intenzione di perderla neanche oggi.
Quindi uscito dalla classe mi dissi di ritornare in camera e andarmi a preparare ma poi lungo il percorso mi ricordai di una cosa fondamentale che dovevo controllare: Sammy
Così feci dietro front e andai verso la camera assegnata a mia sorella, lì la trovai a parlare con la sua coinquilina.
-ehi vedo che ti sei stabilita bene- le dissi.
In quel momento le due si voltarono e per la prima volta potei esprimere quell’espressione che altri utilizzavano; il mio cuore cominciò a battere all’impazzata.
Era davvero bella quella ragazza, aveva lunghi capelli e due bellissimi occhi castani
-cosa ci fai qui? vieni a controllarmi?- mi interruppe dai miei pensieri mia sorella
-me lo ha chiesto papà, e poi non credi che dovresti presentarmi alla tua amica prima? non è certo buona educazione quella che usi- per la verità non è che mi importasse molto della sua educazione ma volevo conoscere il nome di quell’angelo che aveva vicino.
Sammy alzò gli occhi al cielo e si rivolse alla ragazza -Roxen, questo è mio fratello Nicco- poi guardò me -Nicco ti presento Roxen, la mia nuova amica e coinquilina-.
“Roxen eh?” pensai, proprio un nome delizioso che le si addiceva.
Non capivo ancora da dove venivano quei romantici pensieri ma di certo non immaginavo che quella ragazza sarebbe diventata la donna del mio destino.


CAPITOLO 3

Pov Roxen

Oh Gesù! Era il ragazzo più bello che avessi mai visto. Perfino uno bello come Drake mi sembra secondo a lui. Ma cosa mi sta succedendo? Mi sento strana. Non mi sono nemmeno accorta che lo stavo fissando, che sciocca! Distolsi lo sguardo, imbarazzata, e subito dopo mi decisi a riprendere un po’ di coscienza e a salutarlo. Dio ma che mi è preso?
-Piacere di conoscerti- gli dissi porgendogli la mano che lui accettò sorridendomi.
-Il piacere è mio- disse per poi lasciare la mia mano. -Allora, ti devo avvertire che non sarà facile abitare con questa peste, spero tu sia pronta al peggio- ridacchiò facendo sbuffare la sorella. Povera Sammy.
-Ahahah secondo me esageri. Non mi sembra così tremenda- contestai pur essendo divertita da quel punzecchiarsi fraterno. Mi ricorda il mio fratellone, quanto mi manca…
-Bhè! Meglio riparlarne quando al mattino non si vorrà svegliare e farà suonare la sveglia fino a farti scoppiare la testa- rise ancora, Nicco.
In quel momento Sammy, presa dalla rabbia, lanciò una scarica elettrica al fratello, che la scansò con facilità. Caspita che potere! In effetti lei mi aveva detto di queste scariche quando parlavamo poco fa.
-Comunque, avete già preparato l'abito per la festa di stasera?- mi chiese lui.
E ora che gli dico? Se lui viene alla festa vedrà subito come sono imbranata e ci accadrà un'altra delle mie figuracce.
-Sì. L'ho fatto poco fa ma adesso non sono più sicura di andarci- dissi un pò dispiaciuta.
-Non capisco, come mai? Vedrai sarà divertente, l'anno scorso è stato davvero magnifico!-
-E’ che non so ballare. Ho sempre paura di calpestare i piedi e fare del male- Brava Roxen! Praticamente più sincera di così si muore! Anche se c’è una piccola bugia. Io in realtà, ho già detto, che so ballare. E’ l’emozione a farmi sbagliare.
Nicco scoppiò a ridere. Ehy! Io dicevo sul serio.
-Credimi non ti devi preoccupare, in genere i ragazzi di questa scuola non fanno caso a certi particolari con le ragazze carine-
Che vorrebbe dire, che io per lui sono una ragazza carina? Sarebbe bello se fosse così, ma cavolo! Che sto pensando?
-Comunque se ti va ti ci accompagno io, ho buoni riflessi e so per certo che riuscirei ad evitare qualche piedata- continuò con il suo sorriso. Il suo magnifico sorriso che mi sta facendo battere il cuore all’impazzata.
-T-ti ringrazio. Allora ci vediamo stasera?- dissi arrossita. Quello che sto facendo e provando dentro di me è assolutamente sbagliato ma non riesco a farne a meno.
-Si certo! Vi vengo a prendere più tardi- rispose alludendo anche alla sorella.
-Come sai che io non ho già un accompagnatore?- si scaldò Sammy.
-Perchè, c’è l'hai?- ribattè il ragazzo.
Lei abbassò il viso imbarazzata, facendogli capire che non aveva nessuno accompagnatore.
-Appunto- continuò Nicco.
Poi si votò verso la porta –bhè! allora a dopo- fece un cenno con la mano e un occhiolino verso di me per poi uscire dalla stanza. Dio, che cosa ho fatto? Perché gli ho dato via libera? Non posso sentirmi attratta da un ragazzo conosciuto pochi minuti fa! Però, ho come l’impressione che non sia stata la prima volta che l’ho incontrato. Né lui né Sammy. Forse sarà stato ad un ricevimento.
Ero rossa come un peperone ancora e dopo che mi ripresi, parlai a Sammy.
-Non prendertela per il fatto dell'accompagnatore. Io ci sto quasi sempre senza alle feste- Proprio così. Io seguo il meraviglioso detto, “meglio soli che male accompagnati”. Ci vado raramente in compagnia alle feste mondane.
-Non preoccuparti. Non mi importava poi tanto dell'accompagnatore, ero decisa ad andarci già da sola. mi sono solo arrabbiata perchè ha messo me senza che io gliene dessi il permesso!- si infuriò stringendo le mani a pugno.
-Comunque ho visto che qualcuno ha fatto colpo su quell'idiota- continuò ammiccante, guardandomi maliziosa. Male male. Ora che mi invento?
-A chi ti stai riferendo?- domandai facendo la finta tonta con il viso arrossato. Mannaggia al mio solito e facile rossore! Quanto vorrei non imbarazzarmi facilmente.
-Mi riferisco a te! non fare la finta tonta, ho visto come ti guarda e ho visto come lo guardi tu- continuò con quel tono malizioso. Solo un idiota poteva non accorgersi che l’ho guardato come un pesce lesso ma quello che mi domando è, come mi ha guardata? Sammy si deve essere sbagliata sui presunti sguardi di Nicco.
-Ti sbagli. Io non ho fatto colpo su nessuno. Sono così imbranata! Ci sono milioni di ragazze migliori di me- ti pare che uno bello come tuo fratello guardi una come me? Anche se si è offerto da farmi da cavaliere.
-Bhè, su questo non saprei che dirti, ma riguardo a mio fratello sono sicuro che sia un pò preso da te. Credimi, non l’ho visto parlare con nessun'altra ragazza che non fosse della famiglia come ha parlato a te. Di solito scappa quando vede una ragazza, oppure fa di tutto per finire quel discorso appena preso- mi raccontò, sedendosi sulla sedia di una delle due scrivanie che erano nella camera.
-Come mai questo atteggiamento verso le ragazze?- chiesi incuriosita.
Ci pensò su un attimo prima di rispondermi.
-Non so il perchè. Credo il motivo sia il fatto che è sempre stato molto carino. Fin da piccolo ha sempre avuto piccole ammiratrici che lo perseguitavano ovunque. Forse ha cominciato a prendere un pò le distanze da loro perchè si sentiva oppresso. Comunque, qualunque sia il motivo, con te non ha avuto la stessa reazione, quindi credo che tu gli piaccia- insistè con il suo solito sorriso.
-Emmm... a proposito! hai scelto il tuo vestito per la festa?- domandai cercando di cambiare discorso e ci riuscii.
-Sì ma certo che l'ho scelto!- si entusiasmò -eccolo!- disse tirandolo fuori dall'armadio.
-Allora cosa ne dici?- chiese appoggiandoselo al corpo. Carinissimo. Sembrava un abito tipico delle ballerine di flamenco con tutti quei strati di gonna. Solo che quello di Sammy era con la parte superiore nera e la gonna ampia bianca con i bordi neri.
-E’ davvero bellissimo! complimenti-
-E tu? lo hai scelto il vestito?-
-Sì certo! Eccolo qua!- dissi mostrandogli l'abito che avevo scelto. -Ti piace?-
Era un vestito lungo bianco piena di merletti che mi lasciava la schiena mezza nuda ed era con delle spalline sottili che finivano fino alla scollatura a V.
-Si davvero bellissimo!- lo guardò ammaliata.
-Con indosso quello nessuno riuscirà a toglierti gli occhi di dosso! e spero sia lo stesso anche per me- disse ridendo dell'ultima affermazione. Dicendomi questo, mi ha fatto venire un dubbio. Che sia troppo scollato.
-Ahahah esagerata!- dissi divertita dalle sue parole. Poi guardai l'orologio. Mancava un ora alla festa!
-Oh cavolo! dobbiamo cominciare a prepararci. Tra un ora inizia la festa!-
-Oh hai ragione!! Devo ancora fare una doccia!- disse cominciando in fretta e furia a preparare la sua roba.
E così, iniziammo a prepararci per il ballo. In poco tempo, riuscimmo a finire il tutto e la mia nuova amica mi aiutò anche a truccarmi. Trucco leggero ovviamente. Lucidalabbra rosa, un pò di colore alle guance, nero sugli occhi e un pò di ombretto fucsia sulle palpebre. Lasciai i capelli sciolti e un po’ arricciati sulle punte ed ero pronta. Tuttavia avevo ragione. Il vestito era scollato mostrando per un bel pezzo il seno ma ormai.
Guardai Sammy e sorrisi. Lei era davvero carina con i brillantini sui capelli e il suo trucco. Solo un filo di fondo tinta, ombretto bianco poco eccessivo e un filo di matita nera sugli occhi.
-Adesso siamo pronte!- mi entusiasmai. Chissà cosa mi aspettava?

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Pov Nicco

Dopo l’incontro con Roxen nella camera di mia sorella, continuai ad essere un po’ inquieto.
Mi sentivo agitato e non vedevo l’ora di tornare a prendere le ragazze per vedere di nuovo la splendida Roxen.
Mi infilai dentro la doccia e mi lavai, cercando nello stesso tempo di togliermi quegli strani pensieri dalla testa, ma non fu niente affatto sufficiente.
Alla fine cercai di lasciar perdere e non pensarci troppo. Mi convinsi che quell’inquietudine fosse solo il risultato della prima volta che trovavo davvero interessante una ragazza e finito di prepararmi andai a prendere il mio migliore amico.
Entrato in camera sapevo cosa avrei trovato, ma speravo fosse diverso questa volta -ehi Trein, non sei ancora pronto?- sbuffai vedendolo ancora mezzo vestito. Avevo immaginato che non fosse pronto, proprio come al solito. Ma questa volta in me c’era una certa fretta ad andare il prima possibile
-è già tanto che sia quasi pronto!- mi rispose lui continuando a prepararsi
-che significa! ti avevo detto che sarei passato a prenderti alle sette no? avresti dovuto prepararti prima-
-non iniziare! per colpa tua ho perso anche l'opportunità di fare un buon pranzetto in un ristorante!-
Mi venne da ridere, era proprio da lui essere arrabbiato per non essersi potuto abbuffare
-va bene, adesso sbrigati, devo andare a prendere mia sorella e la mia accompagnatrice- gli risposi, entrando e sistemandogli per bene il fiocchetto dello smoking.
Lui mi osservò confuso, e infondo anche io lo ero per quello che avevo detto.
Non potevo davvero credere di avergli spifferato il fatto di essere ansioso di andare a prendere la mia accompagnatrice, perché infondo avevo fretta solo per lei, e questo Trein sembrò capirlo al volo.
Finito con il suo maledetto fiocco esultai -ecco fatto- poi mi volta e lo sospinsi verso la porta -adesso andiamo su-
-non cé fretta, lasciami fare le cose con calma- sbuffò Trein infilandosi la giacca
-un po’ di vita! vedrai che alla festa avrai un sacco di ragazze ai tuoi piedi- sapevo che non era una cosa che gli interessasse, ma almeno volevo entusiasmarlo un po’
-sinceramente preferirei che ai miei piedi ci fosse il buffet, ho un fame!- mi rispose poggiando una mano sullo stomaco
Sorrisi -sei sempre il solito, andiamo- dissi infine trascinandolo fuori.
Arrivati nella camera di Sammy notai che la porta non era chiusa a chiave ed entrai, le ragazze avevano appena finito di prepararsi e quando vidi Roxen rimasi completamente impalato a guardarla.
Era davvero magnifica con quel lungo vestito elegante e il cuore prese a battere furiosamente senza che io riuscissi a frenarlo. Avevo quasi paura che lo sentissero tutti per quanto forte batteva
-adesso siamo pronte!- esclamò lei con quella voce meravigliosa
-e anche molto carine- mi lasciai sfuggire dalla bocca continuando a guardarla
-sera- mi interruppe Trein dietro di me
Sammy si mise a ridere mentre ci guardava, specialmente il mio amico che era imbronciato da morire -ciao treinuccio, vedo che sei di buon umore- sghignazzò alla fine, infastidendolo ancora di più. Infatti trein proprio odiava essere chiamato in quel modo, e la mia pestifera sorella si divertita a punzecchiarlo
-ciao ragazzi!- mi distrasse di nuovo la voce di Roxen
Mi veniva da sorriderle ma mi trattenni -allora cosa ne dite di andare?- chiesi porgendole un braccio.
Mia sorella si avvinghiò sogghignando al braccio di Trein -vieni qui Treinuccio- lo sbeffeggiò,
Roxen intanto prese il mio, e mi accorsi che era arrossita in modo davvero stuzzicante.
Era proprio strano, quando vedevo le altre arrossire mi sentivo solo preso in giro, invece quel rossore sul suo viso ebbe tutt’altro affetto su di me, e sconvolgendo anche me, mi eccitò un po’.
Alla fine uscimmo dalla stanza diretti alla festa che avevo la sensazione sarebbe stata molto più bella di quanto mi fossi immaginato.

Continua...

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