venerdì 13 agosto 2010

Capitoli 8-9


Capitolo 8

-Chiedi pure. E’ una questione così importante da averti fatto scappare dalla locanda per raggiungermi?-
-Sì.  Ve l’ho già fatta questa domanda ma questa volta voglio che voi giuriate su quello che avete di più caro-
-D’accordo. Ma per prima cosa, desidero che non mi dai più del voi. Mi fa sentire un vecchio. Dopotutto ho solo due anni in più di te se ho ben capito. E poi non uso un tono così formale con una bella donna-
“Quasi le stesse parole di otto anni fa…” pensò Fine ricordando il suo incontro in giardino con Shade.
-Ok. Come vuoi-
-Così va meglio- disse sorridendogli. Quel sorriso sembrava aver fatto vedere il tenero Shade che conosceva da bambina.
“Shade”
-Dimmi dov’è Shade? Lo so che non è morto. Dove lo hai lasciato?- chiese seria.
-Quanto sei noiosa con questa storia! Ti è così difficile dimenticarlo? Il mare è pieno di pesci come il mondo di uomini pronti ad averti-
-Non mi hai risposto-
-Ebbene ti ho detto la verità prima e te la ripeto ora. Shade è morto per dare spazio alla libertà che gli era stata negata-
-Che vuoi dire?-
-Che prima che lo rapissero, lui era infelice. Suo zio voleva educarlo alla crudeltà e i nobili gli erano alle calcagna per onorarlo come futuro governatore-
-Te le ha dette lui queste cose?-
-Sì. E mi ha detto anche un'altra cosa. L’unica piacevole-
-Quale?-
-Che voleva bene ad una principessa cantante… più bella di una sirena e sprizzante di energia come il sole- disse avvicinandosi a lei con uno sguardo intenso.
-D-davvero?- chiese lei imbarazzata posando lo sguardo sul ciondolo che portava al collo.
“Lo porta ancora. Come sono contento” pensava lui.
-Già.  E quella collana ne è la prova. Mi ha detto che lo aveva fatto per lei. Però non mi disse mai quale era il nome della bambina a cui lo dette- disse mentendo all’ultimo.  Vedendo la conchiglia che gli aveva regalato, si erano risvegliati in lui un sacco di ricordi e sensazioni.
-Non pensavo che te e Shade vi foste fatti una chiacchierata prima di ucciderlo. Cos’è? un metodo per rilassare le vittime prossime alla morte?- chiese con rabbia.
-No, Francis. Non devi giudicarmi in questo modo. I pirati sono semplici umani che seguono i propri ideali senza il controllo del governatore. Usano metodi bruschi e sanguinari a volte. Ma mai più violenti e malvagi di quelli del governatore e di chi lo segue. Shade ha fatto bene a liberarsi di quel fardello. E sono sicuro che non era pentito della sua scelta-
-Shade… perché non mi ha mai parlato di queste sofferenze che provava? Pensavo che io e lui fossimo amici- disse cominciando a piangere.
-Francis… io…-
Era dispiaciuto del dolore che stava provocando alla ragazza. Con una mano cercò di accarezzargli una guancia per togliergli le lacrime ma lei lo scostò bruscamente.
-Non mi toccare!- esclamò correndo verso la cabina per andare a piangere sola. Ma all’improvviso fu presa saldamente dal pirata nemico Arasal. Si era intrufolato sulla nave con la sua ciurma indisturbati.
-AHHHHHHHH! ECLIPSE!- urlò lei.
-Francis!- la chiamò andando a soccorrerla per poi trovarsi di fronte a loro.
-Ci si rivede, capitano Eclipse. Da quanto tempo- disse maligno Arasal.
-Ma guarda chi si vede! Quella canaglia e mezza tacca di Arasal. Sei tornato per una rivincita?- disse estraendo la spada.
-Bada a come parli. Se vuoi che questa graziosa bambolina viva- disse mettendo un pugnale in gola a Fine.
-Vedo che non ti è ancora bastato quello che ti abbiamo fatto due mesi fa. Che sei venuto a fare qui?-
-Ottima domanda! Ora ti spiego. Il mio piano era quello di scovarti e di ammazzare te e la tua ciurma da quattro soldi.  Tuttavia non pensavo che avrei trovato anche un delizioso bocconcino per passare le notti. Ultimamente sono piuttosto solo- disse guardando con malizia la ragazza. Questo, però, suscitò la gelosia di Shade che gli rispose con ira.
-Non ti azzardare a toccarla neppure con un dito, Arasal. Un verme come te non merita nemmeno di pulirgli le scarpe-
-Ma come siamo gelosi! Certo, devo dire che lei è più bella rispetto alle sgualdrine che girano nelle taverne o nelle strade. Questo vuol dire che sarà ancora più piacevole assaporare questa pelle liscia e vellutata- disse sfiorandole il collo.
-N-non voglio! Lasciatemi andare!- si dimenava Fine. Quella scena innervosiva sempre di più Eclipse. Fine non doveva essere di nessuno se non di lui.
-Butta quella spada a terra se no la ragazza avrà vita breve-
-Ok. Hai vinto- disse rassegnandosi. O almeno il nemico pensava che fosse così.
- Bene. Vedo che la coscienza ce l’hai-
Fine, non sopportando più quella situazione, si riuscì a liberare dalla morsa del pirata mordendogli la mano e sacrificando la sua conchiglia, che cadde in mare. Fu tremendo per lei perdere il ricordo del suo amore ma lo aveva perduto per una buona causa. La salvezza sua e dei pirati di Eclipse. Shade sarebbe stato orgoglioso di lei. E infatti era così.
Fine stava correndo verso il suo capitano tuttavia dietro di lei stava per colpirla Arasal.
-STAI GIÙ, FINE- gli urlò Eclipse riprendendo la spada e trafiggerla nel petto del nemico uccidendolo.
“Eh?” pensava confusa.
La ragazza era caduta in ginocchio e osservava il bel capitano con aria sconvolta.
-Va tutto bene?- gli chiese infine lui.
-S-sì-
-Vai in coperta. Tra poco arriverà la ciurma di Arasal. Devo avvertire subito i miei pirati. Il combattimento avrà luogo presto-
-Ok. Come vuoi- disse imbambolata. Camminò fino alla cabina come se fosse uno zombie e si sedette sul letto a pensare.
“Come faceva a sapere il mio vero nome? A nessuno dei pirati gliel’ho rivelato. Shade… ma allora sei proprio tu… amore mio, perché hai continuato a mentirmi? Voglio sapere” pensava scoppiando a piangere. Finalmente aveva capito di averlo trovato. Ma non capiva il perché continuava a dire che era morto. Si divertiva così tanto a farla soffrire per lui? Adesso voleva solo che sopra la battaglia andasse bene per i suoi. Le domande avrebbero avuto importanza dopo.

Continua…

Capitolo 9

Tra il trambusto della battaglia, era straordinario come Fine riuscisse a pensare.
“Possibile non si fidasse di me per mentirmi? Oppure si era dimenticato della sua principessa cantante?  Entrambi i casi, mi spezzerebbe il cuore. Io non l’ho mai dimenticato. Non mi sono mai innamorata di nessun’altro. I suoi occhi e il suo sguardo cobalto  si erano incisi nella mia mente dalla prima volta che l’ho visto da bambina.  Forse per lui non è stato lo stesso. Mi sono solo illusa che provasse i miei sentimenti” pensava tra le lacrime.
-E’ tutto finito. Puoi uscire fuori adesso- disse Eclipse spuntando dalla porta. Infatti i rumori fuori non c’erano più.
-Prendila. Questa è tua- continuò lui con in mano la conchiglia.
Era andato a riprenderla in mare. Aveva fatto questo per lei.
-E’ molto importante per te, giusto?- domandava ancora lui. Fine guardava basso e si riprese la collana.
-Sì. Grazie, Eclipse- sussurrò senza incontrare il suo viso.
Lui era così dolce, anche se arrogante, e stando con la ciurma aveva capita molte cose sui pirati, ma allora…
-Le storie sui pirati sono tutte bugie-
Uscirono queste parole dalle labbra di lei facendo sorridere il capitano che gli dava le spalle per andarsene dai suoi pirati.

-Dottore, lei sa cosa è successo otto anni fa, non è così?- chiese lei andando dal medico di bordo per sapere tutto. Stavolta non avrebbe ammesso scuse.
-Vabbè… tanto è inutile mentire ancora. Sì. So tutto e ti racconterò-
Lei aprì bene l’orecchie per capire ogni singola parola del vecchio.
-Otto anni fa, decidemmo di catturare il nipote del governatore per ottenere un lauto riscatto.  Trattammo bene il ragazzo. Bhè! Secondo i significati di un pirata. Gli legammo le mani e alloggiava nella cabina del capitano sotto il suo costante sguardo vigile. Un giorno, Eclipse volle conversare con quel ragazzo dal perenne viso corrucciato. Però vide in quello sguardo anche rassegnazione, tristezza e sofferenza. Sentimenti strani per un nobile che poteva avere tutto. Prima di allora, Eclipse pensava che i nobili fossero tutti felici alle spalle della povera gente ma non era così. Almeno non per quel ragazzo infelice. Tuttavia c’era una cosa che accendeva di bene i suoi occhi in quella nube di oscurità. La sua principessa cantante. L’unica che gli rallegrò le giornate con il suo sorriso e la sua voce di sirena. Quando me ne parlò, non ci potevo credere. La descriveva come fosse il suo gioiello più prezioso. Una preziosa che nessuno doveva toccare. Quel ragazzo gli piaceva sempre di più al caro Eclipse. Aveva carattere e affrontava la morte con orgoglio. Poteva essere un degno pirata ma non uno qualsiasi. Bensì il capitano Eclipse. Vedi signorina, il nome Eclipse si tramanda tra persone diverse che prendono possesso della ciurma e della nave. Ognuno di loro sceglie un degno successore per portare avanti la baracca-
-Non mi direte che lei dottore era…-
-Il capitano Eclipse, ragazza. Hai indovinato.  Scelsi io Shade come nuovo capitano e lui accettò per sua unica scelta. Nessuno lo ha costretto-
-Ma quello che mi domando è perché non me lo ha detto subito. Sono sicura che lui mi aveva riconosciuto e allora perché non svelarmi la sua vera identità? Godeva a farmi soffrire?-
-No, signorina Fine. È una regola. Una volta diventato capitano Eclipse, si deve dimenticare e mai più dire quale era il vero nome. Chiamarlo Shade è un onore che spetta solo al suo precettore e alla sua compagna per la vita quando ci si trova da soli-
-E’ per questo quindi- sussurrò sorridendo.
-Già. Ora che sapete tutto, che avete intenzione di fare? La nave partirà tra poco. Voi verrete ad affrontare nuove avventure con dei pirati o ve ne andrete via lontano da noi?-

Continua…

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