venerdì 13 agosto 2010

Capitoli 32-33


Capitolo 32

Entrambi gli uomini e Fine erano esterrefatti. Nessuno se lo aspettava così presto, nemmeno Shade che sperava molto nell’avere un figlio da lei.
-N-non ho capito bene- diceva sconvolta, Fine.
-E’ incinta, Fine. Aspetta un figlio del capitano- disse sorridendogli. Sapeva per certo che il bambino era di Shade.
-Come può essere? Lurido bastardo! Hai osato toccarla pur sapendo che entrambi avevamo diritto nell’averla- disse irato Reid risvegliandosi dallo shock.
Il capitano Eclipse non rispose. Dopotutto aveva ragione Reid. Sia lui che il comandante avevano pari merito di amare Fine ma lui purtroppo non aveva resistito mai alla tentazione facendola sua. Adesso, come aveva predetto, l’aveva ingravidata. Da una parte era felicissimo tuttavia dall’altra, non sapeva perché, ma si sentiva in colpa. Verso Fine? Eppure sia lei che lui avevano detto che sarebbero stati felicissimi di avere un bambino. Verso Reid? Ma con lui era chiusa l’amicizia. Allora qual’era il motivo? Che forse l’amicizia che provava per Reid non era del tutto rotta per lui, il capitano Eclipse? Che si sentisse in colpa per aver tradito l’amico? Sapeva che anche lui amava Fine ed è finita così. La ragazza incinta.
-Non è colpa sua, Reid- disse cominciando a piangere, Fine. Anche questa volta era colpa sua se i due non potevano ritornare amici.
-E di chi sarebbe la colpa, eh? Lui ti ha messa incinta solo per puro piacere. Perché i pirati sono così. Non hanno il cuore per amare- disse con disprezzo, il comandante.
-Che ne puoi sapere tu? Noi pirati abbiamo un cuore come tutti. Siamo umani come ogni persona che sta in un villaggio o in un castello- disse alterandosi, Eclipse.
-Tu sei solo un bastardo rinnegato! I tuoi genitori ti abbandonarono per andare all’altro mondo e tuo zio ti ha dimenticato subito dopo il tuo rapimento. Non hai nessuno, Shade!-
-Ti sbagli. Ho molte persone che credono in me e mi fanno sentire bene tra loro. La mia ciurma e la donna che amo. Quel castello della mia infanzia non è mai stato niente per me. La nobiltà non è mai stato niente- disse prendendo la mano di Fine.
-Ho sempre saputo che la nobiltà non ti andava a genio. Da bambini, tu eri quello fuori posto. Con il tuo carattere selvaggio e ribelle, non saresti dovuto nascere nobile-
-Vallo a dire a Dio perché sono nato in una famiglia nobile! Il mio posto non è mai stato quel sudiciume che chiamate nobiltà. Il mio rapimento è stato la svolta più bella della mia vita. Sarò sempre grato al destino per questo e ora anche per l’incontro con Fine e la futura nascita di nostro figlio- disse guardando con occhi adoranti la donna che lo stava rendendo felice.
-Oh Shade…- disse Fine contraccambiando lo sguardo di Shade.
A quel punto, il comandante Reid non ci vide più dalla rabbia e tirò fuori la pistola puntandola contro il capitano cobalto.
-Che fai, Reid?- disse spaventata la ragazza mentre Shade era immobile e impassibile. Lui poteva capire la sua rabbia. Anche lui si sarebbe sentito così se la sua Fine fosse rimasta incinta di un altro.
-Una volta tolto di mezzo lui, tu avrai posto nel tuo cuore solo per me. Lui non ti merita, Fine!-
-Fermo!- disse mettendosi di fronte a Shade per fargli scudo.
-Ma sei impazzita, Fine? Togliti di mezzo. Potrebbe essere pericolo per te e il bambino!- disse Shade preoccupato per lei e cercando di spostarla.
-NO! Se morissi tu, io no riuscirei a vivere e ti raggiungerei subito a ogni costo- disse con le lacrime agli occhi e senza staccarsi dalla sua posizione di scudo.
-Fine, amore… anch’io farei lo stesso- disse abbracciandola.
A Reid gli si spezzò il cuore a quelle parole. Quindi era così. L’unica donna di cui si era innamorato in vita sua, era innamorata del suo amico d’infanzia, colui dal cuore freddo. Un cuore, che con Fine, si era sciolto con il calore dell’amore. Che strano destino era toccato loro. Riabbassò la pistola.
-Fine… tu hai sempre amato Shade, vero? Quando me lo dicesti, pensavo che era stata solo un infatuazione di una bambina. Ma ora comprendo di essere stato in errore. Il tuo è sempre stato vero amore ed io non sono riuscito a fartelo dimenticare- disse con sguardo basso e amareggiato.
-Reid…-
-Perdonami Fine. Pur amandoti, non sono stato capace di conquistarti. Ho solo causato problemi a te e a Shade. Tutto per gelosia-
-Non dire così-
-Non cercare di difendermi! Tu ormai appartieni a lui ed io non so che fare!-
-Basta Reid! Ti stai solo facendo male- disse abbracciandolo.
-Tu mi hai fatto male, Fine. Tu e Shade. Io, anche se continuavo a dire che ho dimenticato l’amicizia tra me e lui, non è mai stato vero. Gli ho sempre voluto bene pur essendo un comandante di marina. Dicevo quelle cose orribili per gelosia nei suoi confronti. Lui era vicino a te ogni momento mentre io ero distante. Ed ora… mi sento tradito. Dal mio amico di infanzia e da colei che amo-
-Ti chiedo perdono- disse Shade all’improvviso.
-Cosa?-
-Io ti voglio ancora bene, Reid. Sei stato il mio amico di infanzia e lo sarai sempre. Mi sento un verme ad averti fatto questo ma l’amore per lei non mi ha fatto resistere alla tentazione-
-Posso capirti… Anch’io avrei fatto lo stesso. L’amore fa far cose a cui un uomo non può resistere-
-Per favore, lasciate stare le differenze di mondo. E’ tornate amici- disse supplichevole Fine.
-Ora come ora, non possiamo. Ho bisogno di tempo per dimenticare il mio amore per te. E quando succederà, tornerò da voi. Non vi darò più la caccia- disse Reid.
-Oh Reid! Sono sicura che troverai la donna giusta per te. E’ quel momento non è lontano- disse Fine.
-Ti ringrazio, Fine. Tornerò ma non come nemico. La prossima volta che mi vedrete, saremo felici. Arrivederci Fine. Ciao Shade- disse facendo l’occhiolino a Shade come facevano spesso da bambini per salutarsi.
L’amicizia di un tempo passato stava per ritornare e una gioia stava per arrivare. Presto la felicità avrebbe bussato alla loro porta per sempre.

Continua…

Capitolo 33

Il capitano Eclipse, durante tre mesi di tornata vita normale, diventava sempre più ansioso. Insomma! Stava per diventare padre! Ma Fine sembrava che non capisse proprio la sua preoccupazione. Lui andava a combattere e lei lo raggiungeva, facendogli male al cuore sia per lei che per il bambino. La ragazza era solamente preoccupata per il suo amore. Che cosa avrebbe fatto se lui non ci fosse stato più? Non voleva il suo bambino senza il padre. Entrambi aveva dei buoni motivi per preoccuparsi l’un l’altro ma allo stesso tempo non si capivano e finivano per litigare alla fine di ogni scontro nemico.
-Ma quante volte te lo devo dire che non voglio che vieni al ponte quando c’è un combattimento? Devi stare tranquilla sottocoperta!- disse esasperato Shade.
-Tranquilla? Ma come puoi dirmi di stare tranquilla quando tu stai fuori a rischiare la vita?- disse Fine.
-E’ da quando mi hai ritrovato che sai che combatto da una vita e ti preoccupi così tanto solo adesso? I pericoli fanno parte della vita di un pirata-
-Allora io  desidero che lasci la pirateria-
-Stai scherzando-
-Se questo è necessario per non farti correre pericolo, no. Non scherzo e farò di tutto per convincerti a lasciare questa vita!- disse convinta. Lo amava troppo per lasciargli rischiare la pelle in continuazione.
-Fai quello che ti pare ma tanto non cederò ai tuoi desideri stavolta. Io amo la pirateria. Te lo dissi mesi fa. È grazie a lei che sono fuggito dalla mia tristezza e ipocrisia da nobile-
-Sembra quasi che tu ami di più la tua carriera da pirata che me- sussurrò avvilita, Fine.
-Non dire sciocchezze! Sai benissimo che io ti amo più di qualsiasi cosa al mondo-
-E allora dimostramelo! Lascia la pirateria e andiamo a vivere felici noi tre in un villaggio- disse Fine prendendo la mano di Shade e poi posarla sul suo ventre ormai un po’ gonfio per la gravidanza.
-Perché non vuoi capire? Io amo sia te che nostro figlio ma non posso lasciare la mia vita di adesso. Non sarei più me stesso, dopo- disse calmandosi.
-Sei tu che non vuoi capire me! Non capisci che io mi sento male a vedere anche solo lo sfiorarti di una lama sul tuo corpo? Cerca di comprendermi-
-Non posso- sussurrò lui afflitto.
-Perfetto! Allora non abbiamo più niente da dirci- disse lei andando in cabina a riversare la sua tristezza.
“Mi dispiace, amore mio. Ma non posso scegliere” pensò Shade andando a occuparsi dei suoi doveri.
Fine rimase da sola nel suo rifugio di lacrime finchè non bussarono alla porta.
-Chi è?-
-Sono io. Il tuo vecchio dottore, cara- disse dolcemente il medico entrando.
-Perché siete qui?- disse lei ricomponendosi un po’.
-Ho sentito il vostro litigio e volevo vedere come stavi, piccola-
-Forse voi potete rispondermi. Perché lui è così testardo e insensibile? Possibile che preferisca la pirateria a me e a suo figlio?-
-Ti posso dire quello che so, Fine, ma starà a te decidere se comprendere o meno- disse e poi con un annuire della ragazza, continuò a parlare.
-Mia cara, lui ti avrà sicuramente detto tutto su di lui e su quello che ha lasciato per questa carriera in mare. Bhè! Per lui è stata la salvezza che ha cambiato la sua esistenza-
-Questo Shade me lo ha già detto ma deve anche pensare che stiamo per avere un bambino e che lo amo più di me stessa perciò non può rischiare la sua vita in continuazione- disse spaventata.
-Ma Fine… se lui lasciasse la pirateria, non vivrebbe veramente. Ormai è diventata parte di lui a cui non può far a meno. Shade non è un bambino da tenere lontano dai giochi pericolosi. E’ un uomo adulto che sa badare a se stesso e alla sua futura famiglia. Rispondi a questa domanda. Se lui non fosse diventato un pirata anni fa e fosse rimasto con lo zio per poi diventare un governatore senza cuore, lo avresti continuato ad amare lo stesso?-
-Non… non lo so. Non credo. Io amo tutto di lui compreso il suo carattere battagliero- disse arrossendo.
-Che ha forgiato nella sua vita da pirata- continuò per lei, il vecchio.
-Già. Solo ora, grazie alle vostre parole, ho compreso il mio amato Shade. Vi ringrazio. Cercherò di calmarmi e accettare la paura sempre- disse abbracciandolo.
-Di niente, ragazza. Ma quando ti deciderai a darmi del tu? Sarò anche vecchio ma non sono uno da venerare come un nobile quindi dammi pure del tu e mi raccomando il bambino. Voglio che nasca sano e forte non sentendo le continue ansie e paure della madre- disse lui sorridendogli.
-Hai ragione. Non so cosa farei senza di te, dottore- disse lei sorridendogli radiosa.
-Ahahah chissà, Fine. Chissà come faresti senza questa vecchia canaglia- disse lui ridacchiando facendo ridere di gusto anche la sua ormai “quasi” nipote.

Continua…

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