venerdì 13 agosto 2010

Capitoli 28-29


Capitolo 28

-Sbrigati a pulire, vecchiaccio! Ma che il lavoro lo sto facendo solo io?- si  lamentava Eclipse mentre lavorava velocemente per ricevere prima la sua “ricompensa”. Si sentiva un po’ umiliato per il fatto di essere stato fregato da una donna e il fatto che stava pulendo la nave dando spettacolo alla sua ciurma. Strano! Lui che non si faceva imbrogliare da nessuna. Casomai era lui che fregava le donne.
-Guarda che sto lavorando anch’io. Io purtroppo non ho uno stimolo per sbrigarmi, come te- disse il medico facendo arrossire il capitano.
-Che vorresti dire? Io non ho nessuno stimolo. Voglio solo darmi una mossa per non dare troppo divertimento alla ciurma-
-Come no! Non sono stupido, mio caro. Ti sei fatto imbrogliare dalle moine di Fine-
-Che stai dicendo? La vecchiaia ti ha rovinato il tuo buon senso-
-Dì quello che ti pare ma ti avverto che le donne sono di natura ingannevole. Possono lasciare con un palmo di naso anche l’uomo più resistente senza problemi.  Ah ah… mi ricordo ancora quello che mi disse il mio precettore quando mi innamorai per la prima volta. “Le donne sono creature nate per rovinare noi uomini e renderci deboli”. Ero un ragazzo allora e mi viene ancora da ridere per la mia ingenuità- raccontò il vecchio sopraffatto dai ricordi. Shade lo aveva ascoltato con attenzione. Di certo le sue parole non facevano una grinza ma Fine è Fine. Insomma! Lei non sarebbe capace di ingannarlo. E’ pura, innocente e sincera.
-Ma dai! Fine non farebbe mai una cosa del genere. Non mi imbroglierebbe mai-
-La appena fatto, tonto. Con le mie parole non intendo dire che lei è capace di ingannare ma di renderti debole. Un pirata innamorato è come una spada che non taglia. L’amore può essere la tua rovina-
-E cosa mi consigliate di fare? Di dimenticarla subito?- chiese scettico.
-Non dico questo ma di stare solo attento nel distrarti-
-Me ne ricorderò- e così la conversazione finì e continuarono a lavorare in silenzio.
Misero tutto in ordine e concluso il lavoro, Shade andò sotto coperta dove trovò Fine.
-Finito di già?- gli chiede ingenua lei.
-Sì ed ora devi mantenere la tua promessa- disse abbracciandola dolcemente e cominciare a baciarla.
-Shade, ti prego… tutto ma non questo- gli disse respingendolo per l’ennesima volta.
-Perché Fine? Perché insisti nel rifiutarmi?-
-Cerca di capirmi. Io…-
-Non sei ancora pronta. D’accordo. Ho capito- e se ne esce arrabbiato dalla stanza.
“Aveva ragione il vecchio. Fine è come le altre. Mi rifiuta perché non è innamorata di me ed io che ci sono cascato come uno stupido” pensò andando a dormire nella sua cabina.
Intanto, Fine era dispiaciuta per averlo rifiutato nel suo letto un'altra volta ma doveva vincere la sua paura. La sua paura nel perdere la sua purezza. Dopotutto… l’unico modo per fargli capire quanto lo amavo era dargli una prova come questa.  Andò anche lei nella cabina del capitano e lo trovò a dormire, così ne approfittò per cambiarsi e mettersi una camicia da notte.
Arrivò la mezzanotte, e Fine si avvicinò a Shade che dormiva con sguardo imbronciato. Sicuramente era ancora arrabbiato per il rifiuto. Gli mise la mano nella spalla e lo strinse a sé.
-Ummm… Fine… che stai facendo?- gli chiese svegliandosi lui.
-Quello che avrei dovuto fare da tanto. Perdonami se ci ho messo tempo per farlo- gli sussurrò.
-Meglio tardi che mai, amore mio- disse cominciando a baciarla dappertutto mentre la sue mani scivolavano nella schiena e nelle gambe fino ad arrivare alle cosce.
-Sh-Shade… io ho… un po’ paura-
-Non devi, Fine. Credimi. Sarà meraviglioso. Diventeremo una cosa sola-
-Ti credo- disse sopraffatta dai suoi baci e carezze intime.
-Vedo che sei diventata più docile, ragazzina- disse lui togliendogli la camicia da notte lasciandola nuda ai suoi occhi.
-Trovi?- chiese imbarazzata dallo sguardo di lui sul suo corpo scoperto.
-Sì. Finalmente posso assaporare la tua pelle vellutata. Era da tanto che ti desideravo. A tal punto che mi faceva sempre male la mia virilità per quanto desiderio provavo nei tuoi confronti. Nessun’altra a parte te poteva soddisfare la mia voglia- disse togliendosi anche lui tutti gli indumenti.
-Soddisfala adesso. Ti voglio anch’io e ti desidero dentro di me in questo momento-
“Ed io che ho pensato che mi aveva ingannato. Perdonami amore mio” pensò Shade vedendo la sua amata cedere del tutto alla passione.
-Ti accontento subito, amore mio-
-Però… fai piano. Sono ancora vergine- disse lei con imbarazzo.
-Non ti preoccupare. Sarò delicato. Ma tu… sei sicura? Guarda che il dolore ci sarà lo stesso. Io posso rendertelo solo più sopportabile-
-Sì. Sono sicura. Solo a te voglio dare la mia purezza-
-Brava, piccola. Non te ne pentirai- ed entrò in lei con una spinta delicata.  Poi quando Fine sentì il membro del tutto dentro di lei, cominciò a sentire dolore. Durò poco però, poiché il dolore fu sostituito al piacere. Lei godeva a tal punto da volerne sempre di più di spinte.
-Spingi. Ti prego continua-
-Sì. Tranquilla. Non smetto-
-Ti amo, Shade. Ti amo da impazzire-
-Anch’io Fine. Morirei per te- e continuava a spingere e a muoversi all’interno di lei facendola godere e urlare di piacere. Finché lui non arrivò fino in fondo a lei provocando l’orgasmo ad entrambi.
Lui si abbandonò sopra di lei ancora con il respiro affannato e il cuore a mille mettendo la testa nel petto della sua donna per sentire anche il suo di battito impazzito. Mentre lei gli accarezzava i capelli blu. Dopo di che, si addormentarono entrambi ancora uniti.

Continua…

Capitolo 29

Il sole era lato quando i due amanti si svegliarono. Dal momento che aprirono gli occhi, rimasero a fissarsi con uno sguardo pieno d’amore. Era successo. Dopo tanto aspettare, Fine aveva ceduto all’audacia di Shade. E non gli era nemmeno dispiaciuto. Anzi. Proprio questo la imbarazzava. La ragazza non pensava che si provassero tante belle sensazioni mentre si diventava una cosa sola. Il dolore della verginità perduta aveva lasciato spazio al puro piacere subito. Erano entrambi felici di aver fatto quel passo meraviglioso.
-Buongiorno, splendore- disse lui baciandola con passione.
-Buongiorno-
-Dormito bene?-
-Divinamente-
-Anch’io. Sono felice che finalmente sei diventata mia. D’ora in avanti tu sarai la mia donna. Se qualcuno proverà a toccarti a parte me, lo ammazzerò con le mie mani. Promesso-
-Tu pensi davvero che mi farei toccare?-
-No. Ma un uomo è capace di tutto quando ha voglia di una donna. Anche prenderla con la forza. E tu sei una donna che ha bisogno della protezione del suo uomo, dico bene?-
-Può darsi... Ahia!- disse mettendosi a sedere sul letto.
-Che hai?-
-Mi fa male giù. Mi sento un po’ indolenzita-
-E’ normale per chi ha perso la verginità avere questi dolori e dopo… potrebbe esserci anche un'altra cosuccia-
-E quale?-
-Potrei averti ingravidata. Non mi sono trattenuto, sai. Ho dato tutto me stesso questa notte e tu anche, ho visto- disse con tono malizioso
-S-se fosse così, tu ne saresti felice?- chiese timorosa. Aspettare un figlio di Shade. Per lei sarebbe stato un sogno ma per lui?
-Certo. Ne sarei felicissimo-
-Anch’io ma… hai messo incinta altre donne prima?- chiese con la paura di una risposta affermativa.
-No. Sei l’unica con cui mi sia dato da fare davvero. Non volevo un figlio da loro ma soltanto da te. Una famiglia nostra, ci pensi?-
-Sarebbe bellissimo- mormorò accarezzandosi il ventre. Al solo pensiero che Shade forse avesse liberato il suo seme dentro di lei, si sentiva la donna più felice dell’universo.
-Sei così bella, amore mio. Un dono del cielo che penso di non meritare- gli sussurrava baciandola su tutto il viso.
-Non dirlo. Casomai sono io a non meritare te. Sei attraente, audace, intraprendente- gli rispondeva tra i baci facendosi stendere di nuovo sul letto.
-Siamo due casi disperati insomma- disse mettendosi sopra di lei un'altra volta.
-Shade… non toccherai più un'altra donna che non sia io? Promettimelo ti prego-
-Te lo giuro, Fine. Sarò solo tuo. Noi ci apparteniamo- disse penetrandola di nuovo facendola urlare sia dal piacere che dalla sorpresa.
-S-Shade… sei proprio insaziabile- diceva tra gli ansimi. Barcollava su e giù per quanto Shade spingeva e stringeva le sue mani per sfogare la loro estasi. Erano tutti e due sopraffatti dalla passione e dalla voglia continua dell’altro. Due creature avide di appartenersi ed unirsi un'altra volta nella danza del loro amore.
-Sì. Di te non ne avrò mai abbastanza. Sei mia, Fine-
-E tu sei mio, bel capitano- e così rifecero l’amore finchè non venne l’ora di pranzo e i due amanti dovettero alzarsi e vestirsi per andare a soddisfare anche la loro fame di cibo.

Continua…

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