venerdì 13 agosto 2010

Capitoli 26-27


Capitolo 26

Un lamento sommesso di dolore uscì dalla bocca del bel capitano, dopo che il comandante Reid se n’era andato. Una fitta di dolore lo aveva assalito. Che si fosse riaperta la ferita?
-Oh… aspetta. Ora ci penso io a rifasciarti- disse dolcemente Fine fermandogli le mani che aveva sulla ferita sporca di sangue.
-D’accordo- disse arrendevole fissandola tenero. Che era bella lo aveva sempre detto, ma non come in quel momento che lo curava gentilmente.
“Ora capisci quanto tu sia importante per il sottoscritto? Morirei per te” queste erano le parole di Shade che risuonavano nella mente di Fine che nascondeva il suo rossore mentre lo medicava.
-Fine… come mai sei rossa? Hai per caso la febbre?- Come non detto! nascondeva le cose sempre male.
-Eh? No assolutamente! Eh eh… è solo il caldo- disse sventolandosi una mano in faccia.
-Il caldo?- chiese con un gocciolone sulla testa. Stavano in una caverna gelida piena di ghiacci alle pareti.
-Sì-
-Se lo dici tu. Comunque Fine… ora hai compreso… i miei sentimenti per te?- gli chiese capendo il suo imbarazzo.
-Shade… io…-
-Credi ancora che io ti menta fingendo la parte dell’innamorato?-
-No. Non è questo- disse incerta.
-ma cosa devo fare per dimostrarti ancora il mio amore? Vuoi che mi ammazzi?-
-Certo che no!-
-E allora dimmi che cosa devo fare ed io lo farò- disse abbracciandola.
-Shade…- sussurrò felice. Ora aveva capito. Lui amava lei e lei amava lui. Si appartenevano ormai.
-Fine…- sussurrò avvicinandosi al suo viso.  Si baciarono con molta passione.
-Adesso ti posso rispondere, amore mio. Io ti amo!- gli rivelò lei tra un bacio e un altro.
-Dici davvero?-
-Sì-
-Anch’io Fine! Anch’io!- esclamò entusiasta lui stringendola forte.
-Sh-Shade… mi stai soffocando- gli disse ridendo per la gioia dimostrata dal suo amato.
-Ops! Scusami-
-Non fa niente. Voglio che tu mi abbracci sempre. Fino alla fine della nostra vita e magari anche oltre-
-Ah ah… non ti facevo così romantica- disse divertito lui.
-Scemo! Hai rovinato il romanticismo!- disse con il broncio.
-Rimedio subito, mia principessa cantante- disse ricominciando a baciarla.
-Non penserai più alle altre donne?- gli domandò lei sopraffatta dai suoi baci.
-Non ci ho più pensato da quando ti ho rivista. E tu non penserai più a Reid?-
-Ummm… Forse-
-Ma come forse? Ora ti faccio vedere io?- disse facendogli il solletico.
-Ah ah ah… Dai! Smettila ah ah…-
-Finché non mi dirai che penserai solo a me, non smetto-
-Ah ah D’accordo! Ah ah… va bene… hai vinto… ah ah ah…-
-Benissimo! Vedrai Fine… non ti farò mai pentire di avermi scelto. Te lo prometto- disse abbracciandola.
-Anch’io Shade. Lo giuro-
Poi, all’improvviso, lo sguardo di Eclipse ricadde sullo spartito.
-Alla fine avevi ragione tu. Il tesoro era uno spartito musicale-
-Proprio così! Sono così contenta di averlo trovato-
-Me lo faresti sentire?-
-Adesso?-
-Sì. Ti prego, canta per me come non hai mai cantato. Per il nostro amore-
-Ok. Lo farò per te. Ascoltami bene. Perché ci metterò tutto il mio cuore in questa canzone-
E cominciò a cantare.
Questa volta fu diversa dalle altre. Ci metteva più sentimento e infondeva calore nel cuore di lui.
Il loro canto d’amore che suggellava la loro unione.

Continua…

Capitolo 27
Ben presto la ciurma andò a recuperare il loro capitano ferito per portarlo sulla nave, dove il dottore lo avrebbe guarito. Per tutto il tempo prima lui e Fine non facevano che baciarsi e scambiarsi paroline dolci.
-Te la sei vista brutta, eh Eclipse?- chiese divertito il vecchio mentre finiva di fasciarlo.
-Stai zitto, vecchiaccio. Tu non sei andato meglio di me quando eri capitano- controbatté lui.
-Questo è vero ma è stato tempo fa-
-Oh capitano! Eravamo così preoccupati- si commossero i pirati vedendo guarito il loro capo.
-Ma che vi piangete, femminucce? Che razza di pirati siete?- disse Shade facendo lo scontroso. Sotto sotto era contento che i suoi compagni ci tenessero a lui.
-Ci dispiace. A proposito, capitano- disse all’improvviso con una voce strana maliziosa Wolf.
-Che cosa vuoi?-
-Sono davvero parole vostre queste? “Sei luminosa e mi sciogli come il sole” oppure “Le tue labbra sono come rose”?- domandò il pirata trattenendo una forte risata come tutta la ciurma.
Come risposta, Eclipse arrossì e si infuriò all’istante tirando fuori la spada dal fodero.
-Che cosa avrei detto io? Per caso mi avete spiato?- chiese minaccioso, il capitano.
-Emmm… chi noi? Assolutamente no! È stato… è stato il dottore a dircelo eh eh…- disse ridendo nervoso Wolf. Voleva ancora vivere lui.
-Voi… Dottore! Bastardo!- sibilò Shade guardando come se fosse il diavolo, il povero vecchio.
“Povero dottore” pensavano tutti. Fine, invece, era rimasta a guardare con un gocciolone sulla testa pensando a quanto fossero codardi i suoi compagni.
-Eh eh… Che c’è, capitano Eclipse? Avete paura di mostrare il vostro lato tenero e romantico?- disse il vecchio ridendo indifferente.
-Vuoi morire, vecchiaccio? Non ci metto niente a farti a fettine-
-Oh oh… bisogna vedere se riuscirete a prendermi- disse scappando via come un fulmine.
-TANTO VI PRENDO! NON PENSATE DI SFUGGIRMI!- disse inseguendolo furioso con tanto di scintille.
La ciurma e Fine rimasero nella stanza rimanendo a fissarsi con un gocciolone in testa.
-Sono proprio dei bambini- dissero in coro scoppiando a ridere.
Era bello stare tra loro. Fine ormai si era abituata a quella sua nuova vita e non se ne sarebbe separata più. Il suo posto era lì. Accanto a Shade e ai pirati.
-Forse è meglio che lo vada a fermare prima che uccida il dottore- disse riprendendosi dalle risa, la ragazza.
-Già… sarò meglio. Magari dagli un bacetto, Francis- disse facendogli l’occhiolino, Wolf.
-Scemo- rispose arrossendo per poi salire nel ponte.
Almeno il dottore era ancora vivo ma la parte esterna della nave era tutto un casino. Legno tagliuzzato, vele strappate e corde sciolte. I bambini di due anni avrebbero fatto meno confusione. Erano proprio dei cicloni quei due. E grazie al cielo stavano scherzando! Se no qualcuno sarebbe morto di sicuro.
1… 2… 3…
-ECLIPSEEEE!- gli urlò per chiamarlo.
-Dannazione,  mocciosa! Mi vuoi spaccare i timpani?-
-Rinfodera subito quella spada e rimettete subito a posto la nave!-
-Che mi dai ordini? Ti ricordo che sono io il capitano e decido io che si deve fare!-
-Non sono venuta per litigare- gli disse all’improvviso con tono provocante.
-A-ah sì?- disse deglutendo lui.
-Sì- disse avvicinandosi sempre più con fare sensuale.
-C-che hai adesso?-
-Mi faresti un gran favore se mettessi subito a posto. In cambio…- e gli sussurra all’orecchio –farò qualsiasi cosa per te-
-Coff coff… Ok! Ma non lo faccio per te! Sia chiaro-
-Sicuro! Ora però datti da fare-
-Ai suoi ordini, mia piratessa- gli sussurra lui malizioso facendola rabbrividire. Chi l’avrebbe detto che la sua mocciosa si sarebbe mostrata così provocatoria e pronta a sedurlo!
Di certo a lui, la cosa non dispiaceva per niente.

Continua…

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