venerdì 13 agosto 2010

Capitoli 10-11


Capitolo 10

Cosa aveva intenzione di fare? Non c’era da chiederlo! Adesso che capiva i motivi di Shade sul mentirle, lo avrebbe raggiunto e seguito per l’eternità. Solo e soltanto a lui apparteneva il suo cuore e di conseguenza il suo destino. Corse al porto dalla locanda in cui si trovava e trovò la nave che era in partenza. Durante i suoi pensieri non si era accorta che il dottore si era avviato e così era già lì. Doveva aver ragionato parecchio per aver dato così tanto tempo al vecchio di raggiungere il porto prima di lei.
-Ehy ehy! Signorina Francis!- la chiamava entusiasta un pirata mandandogli baci per aria.
-Smettila di fare il cretino. Le tue moine falle alle damigelle di porto e non ai maschiacci- disse Eclipse mettendolo in riga e offendendo Fine.
-Cosa hai detto, scusa?- chiese irritata.
-In poche parole che sei un maschiaccio- disse con un sorriso sghembo.
-Cafone!-
-Cretina!-
-Villano!-
-Mocciosa!-
Andarono avanti così per un po’ dando spettacolo alla ciurma finchè uno di loro non ricordò al capitano che dovevano partire.
-Giusto! Partiamo. Tu che fai? Vieni con noi? Se è così, ti avverto che non ti tratterò meglio di prima. E poi noi non crediamo alla storia che una donna a bordo porti sfortuna perciò puoi stare tranquilla che nessuno di noi ti butterà in mezzo al mare-
Uff! E vabbè! Lo Shade di un tempo ha dato spazio ad un pirata arrogante ma doveva tenerselo com’era e non lamentarsi. Dopotutto non era male il suo fascino da pirata. Anzi. Lo rendeva più attraente e più… uomo.
-D’accordo. Non ho timore su quello che mi farai fare. Tanto sai già che non ti obbedirò quasi mai. Ah ah…- disse ridendo e poi correndo divertita dentro la nave. Superò Eclipse e andò a salutare i suoi compagni.
-Che donna, ragazzi!- disse scomponendosi divertito i capelli, Eclipse. Fine riusciva sempre a fregarlo e a convincerlo di tutto. Ne era certo. Quella ragazza sarebbe stata una continua sorpresa.
-OK CIURMA! PARTENZA PER NUOVE AVVENTURE- gridò Eclipse a tutti quanti.
-SI CAPITANO!- risposero tutti gioiosi e impazienti di intraprendere di nuovo l’avventura in mare.
E così, la nave andò via dal porto lasciando la città alle spalle e il mare all’orizzonte.

Continua…

Capitolo 11

Una tempesta stava mettendo in difficoltà la nave del capitano Eclipse. Tutti gli uomini erano all’opera per non affondare, compresa Fine. Il problema, però, era che la ciurma la trattava da debole solo perché era una femmina e gli faceva fare solo le pulizie e cucinare. Questo non lo sopportava. Lei era più forte di quanto pensavano e glielo avrebbe dimostrato prima o poi. Eccome se glielo avrebbe dimostrato.
Il capitano dava ordini a destra e manca per controllare ogni singolo particolare della nave. Il vento andava forte e la pioggia non accennava a smettere.  A Fine non diceva niente e così lei faceva da sola. Prese una corda e legò i cannoni per non farli sbattere sulla nave bucandola. E poi fermò una vela ma fu prontamente ripresa da Eclipse che la guardava arrabbiato.
-TU DOVRESTI ESSERE SOTTO COPERTA A PREPARARCI QUALCOSA DI CALDO. NON QUI A FARE LAVORI CHE NON TI COMPETONO, RAGAZZINA- urlava per farsi sentire in quella confusione.
-RAGAZZINA CI CHIAMERAI QUALCUN’ALTRA! IO POSSO BENISSIMO ESSERE ALL’ALTEZZA DI FARE I VOSTRI LAVORI DURI SENZA PROBLEMI-
-NON E’ IL MOMENTO DI DISCUTERE! ENTRA IMMEDIATAMENTE DENTRO. QUI FUORI ORMAI E’ TUTTO FATTO. MI HAI CAPITO?-
-RICEVUTO CAPITANO!- rispose irritata.
“Ma chi si credono di essere questi uomini? I re onnipotenti? Idioti! Mio padre per fortuna non era così. Era un uomo di mare gentile e comprensivo. Mamma era stata fortunata a trovare l’amore in lui. Chissà se anch’io sono stata fortunata nell’innamorarsi di Eclipse? Io comincio ad avere dei dubbi” pensava mentre si trovava al coperto e si asciugava i vestiti e i lunghi capelli rossi che gli arrivavano al fondo schiena. Non aveva avuto il coraggio di tagliarli quando salì sulla nave fingendosi un maschio. Ci teneva troppo. Era in ricordo di sua madre. Quando era piccola, gli pettinava i capelli e gli sussurrava sempre davanti allo specchio che gli piaceva tantissimo accarezzarli e che la rendevano una gemma preziosa. La sua gemma preziosa.
Rimase nuda nella cabina a scegliere che vestito mettere. Non aveva granché da scegliere in realtà. Da quando era a bordo, indossava solo abiti maschili. Solo quando usciva dalla nave, si vestiva normalmente da signorina.
Si sedette davanti allo specchio e rimase a guardarsi. Com’era cambiata! Era diventata più donna. Decisamente non era più una bambina. Il seno le era cresciuto molto, il ventre era piatto, spalle larghe, fianchi, gambe… tutto le era diventato più maturo. Stranamente non si era mai accorta prima di questi cambiamenti. Forse perché era talmente presa dalla ricerca di Shade che non aveva mai pensato tanto al suo aspetto fisico.
Dopo aver fatto questi pensieri,  si mise a pettinarsi i lunghi e fluenti capelli, nuda come era, e cominciò a canticchiare una melodia.
Intanto, il bel capitano era rientrato dentro. Prese un panno per asciugarsi i capelli cobalto e si diresse in cabina. Lo spettacolo che gli si presentò, appena aperta la porta, era di una bellezza inaudita. Una Venere dai capelli rossi mostrava il suo corpo perfetto mentre si pettinava davanti allo specchio.
“Fine… Come sei bella! Quanto vorrei che diventassi mia seduta stante. Ti desidero infinitamente, amore mio. Sarei l’uomo più felice della terra se ti facessi sentire donna. La mia donna” pensava lui con occhi ammirati. Era talmente preso dalla passione che chiuse la porta e si avvicinò a lei che non si era ancora accorta che era arrivato concentrata com’era nel canto.
Le spostò dolcemente i capelli dal collo e cominciò a baciarglielo. Poi mise le mani sui suoi fianchi nudi accarezzandoglieli.
Fine ne rimase subito sorpresa. Era la prima volta che un uomo la toccava e doveva ammettere che era una sensazione magnifica.
-Eclipse…- lo chiamò con il respiro debole dall’eccitazione. Non doveva cedere. C’era in rischio la sua virtù verginale. Non si sentiva ancora pronta ma quei baci la stavano facendo sciogliere.
-Lasciati andare, Fine- sussurrò sensuale lui nel suo orecchio. Poi scese a baciarle le spalle provocandole altri brividi di piacere. Non facendocela più , la prese in braccio baciandola con foga sulla bocca e la distese sul letto continuando sempre a baciarla e toccarla dappertutto.
-No… Fermati… Shade- cercava di dire lei. Era completamente nuda ai suoi occhi e poi c’era anche un certo gonfiore nelle parti basse di lui che spaventavano un po’ la ragazza. Era ovvio che la desiderava ma lei ancora non voleva farlo.
-Mi stai uccidendo, Fine… ogni volta che mi rifiuti-
-Cerca di capirmi. Non sono ancora pronta a perdere la mia purezza. Perdonami-
-Vuoi forse preservarla per qualcuno in particolare?- chiese facendo spazio alla gelosia.
-Ma che stai dicendo?-
-Quello che penso. D’accordo. Ho capito. Non ti toccherò più, se è questo che vuoi- disse freddo lui levandosi da sopra di lei e mettendosi a sedere sul letto.
-Shade… io…- voleva spiegargli ma il suo sguardo freddo e impassibile la spaventava.
-Copriti almeno. Se no non resisterò a lungo a non saltarti a dosso-
-Sì- e andò a mettersi i vestiti maschili che aveva lasciato sulla sedia. Si vestì velocemente e si mise di fronte al capitano Eclipse.
-Che cos’hai adesso? Sei arrabbiato con me perché ti ho rifiutato?-
-Non è questo. Possibile che non capisci?-
-Se te lo sto chiedendo, vuol dire di no. Non trovi?- disse cominciando ad arrabbiarsi.
-Non importa. Sbrigati ad uscire da qui che il cuoco ti stava cercando per aiutarlo a pelare le patate- disse uscendo dalla stanza lasciando una Fine confusa.
“Io l’amo perdutamente ma che cosa devo fare per farglielo capire? E poi forse lei penserà già a qualcun altro di cui si è innamorata. Per lei sono stato solo il suo primo amore e non l’unico. Che sciocco che sono stato a cadere in tentazione un'altra volta. Però alla vista di quel corpo non ho saputo resistere. Devo sapere se lei mi vuole o no. Devo saperlo assolutamente se no questo amore per lei mi ucciderà davvero”

Continua…

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